Cordoba
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Cordoba: cosa vedere nella città della Mezquita

A pochi chilometri di distanza da Siviglia, lungo le rive del fiume Guadalquivir, si trova la città di Cordoba (o Cordova). Dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1984, Cordoba è un perfetto connubio di storia e modernità. Sede anche della famosa Mezquita, la Grande Moschea della Spagna.

La città conserva ancora oggi il fascino incantato della città più araba dell’Andalusia. Cordoba è stata infatti la capitale dell’Impero Musulmano in Spagna.

Origine del nome Cordoba

Il primo nome della città risale alla sua fondazione da parte dei Romani nel I secolo e sarebbe Colonia Patrizia di Corduba. Tuttavia, non esistono delle testimonianze scritte di questo nome.

Esistono invece tracce scritte del nome Qorteba, termine riferito ad un avamposto commerciale fenicio. Qorteba potrebbe quindi avere un origine semitica, e significare “mulino per la spremitura delle olive”. Secondo i linguisti però la terminazione “oba” è anteriore all’epoca fenicia, e fa riferimento quindi all’antico nome del fiume Guadalquivir (Oba): di qui il nome della città Kart-Oba, “città del fiume Oba”. 

Calle Almanzor, Córdoba, Spain
Calle Almanzor – Córdoba

Cosa vedere a Cordoba

La Mezquita

La Mezquita di Cordoba è una delle moschee più particolari ed affascinanti al mondo ed è senza dubbio l’edificio più importante della città andalusa, visitato ogni anno da oltre un milione di turisti.

La Grande Moschea venne costruita tra il 785 ed il 787 d.C. da Abd al Rahman I sul suolo che anticamente ospitava la Basilica di San Vicente, una basilica di origine visigota. Nel X secolo, Al Hakam II apportò alcune modifiche alla moschea, e aggiunse il Mihrab, un’elaborata nicchia di preghiera, e la Maqsura, cioè la loggia del califfo.

Con la conquista da parte degli spagnoli di Cordoba, la moschea fu convertita al cristianesimo divenendo la nuova cattedrale della città. Furono effettuate alcune piccole modifiche, ma la struttura rimase pressoché quella originale. Fu solo nel XVI secolo, che con il volere di Carlo V, si decise di modificare la struttura. All’interno fu quindi edificata una nuova cattedrale, integrandosi in modo interessante alle strutture architettoniche pre-esistenti. Le parti moderne si possono riconoscere dal loro stile gotico, rinascimentale e barocco.

Visita alla Mezquita

Visitare la Mezquita è senza dubbio un’esperienza mistica che ti riporterà indietro nel tempo. Bisogna prendersi del tempo per poter assaporare a fondo la storia complessa di questo luogo meraviglioso.

La visita inizia già all’ingresso, nel favoloso Patio de los Naranjos, l’aranceto circondato da archi e colonne, al cui centro sorge una fontana. Sono sempre rimasta affascinata da questi cortili e ho scoperto che nell’architettura araba, quasi ogni moschea tradizionale possiede un patio di questo tipo che viene chiamato saḥn.

saḥn sono solitamente circondati da Riwāq (colonnati) da ogni lato e ospitano spesso bacini di acque zampillanti chiamati hawd. In questi bacini dal disegno geometrico, i fedeli effettuavano il il wuḍūʾ ossia delle abluzioni per acquisire lo stato di purità rituale.

Mezquita
hawd nel Patio de los Naranjos

In un angolo del Patio de los Naranjos si trova la Puerta del Perdon, posta proprio accanto a quello che una volta era il minareto della Mezquita. Attualmente, dopo diverse trasformazioni, ha raggiunto la forma di un campanile e, dai suoi 48 metri di altezza, ti darà la possibilità di ammirare la pittoresca città di Cordoba.

Minareto - Cordoba
Minareto

Finalmente, entrando nell’edificio, rimarrete incantati da quella che era la vecchia moschea. Questo locale si estende per circa 180 metri di lunghezza e 130 metri di larghezza. Si intervallano 19 diverse navate suddivise da oltre 850 colonne disposte regolarmente per tutta l’area.

Colonne Mezquita
Colonne all’interno della Mezquita

I biglietti per l’ingresso alla Mezquita di Cordoba prevedono vari costi e possono essere acquistati soltanto presso la biglietteria collocata presso il Patio de los Naranjos. Per maggiori informazioni sulla Mezquita visitate il loro sito ufficiale.

Alcázar de los Reyes Cristianos

Più piccolino di quello di Siviglia, il complesso dell’Alcázar de los Reyes Cristianos di Cordoba è un luogo dall’incredibile bellezza. In origine era il palazzo reale arabo della dinastia degli Omayyadi. Successivamente, dopo la conquista cristiana del 1328, il re cattolico Alfonso XI la trasformò nella residenza dei Re Cattolici.

Tra il 1490 e il 1821 l’Alcázar ospitò la Santa Inquisizione e la torre che si vede è il simbolo di quel periodo. Varie stanze vennero trasformate in prigioni o in camere delle torture.

Durante la vostra visita, rimarrete sicuramente incantati dai giardini del palazzo. I califfi fecero infatti costruire un sistema di mulini e acquedotti per portare l’acqua del Guadalquivir fino al palazzo.

Alcázar Cordoba
Alcázar Cordoba

A differenza dei palazzi reali di Siviglia e Granada, non è necessario prenotare l’ingresso in anticipo anche se a volte, soprattutto in estate, le file possono essere lunghe: evitate le ore più calde perché Cordoba non scherza!

Ricordati che trenta minuti prima della chiusura non vengono più venduti biglietti quindi, in pratica, l’accesso ai monumenti termina trenta minuti prima dell’orario di chiusura.

Per maggiori informazioni puoi sempre consultare il sito ufficiale.

Calleja de las Flores

La calleja de las Flores è forse la strada più famosa della Judería. Si tratta di una viuzza piuttosto stretta abbellita da vasi rigogliosi pieni di fiori di mille colori affacciati ai terrazzini e alle finestre delle abitazioni in calce bianca.

La via dei fiori si trova, come anticipato, in uno dei quartieri più belli di Cordoba: la Judería. La Judería altro non era che il quartiere ebraico dove si può vedere ancora oggi la sinagoga, costruita nel 1315 ed abbellita con stucchi, motivi mudéjar floreali, stelle, simboli e antiche iscrizioni in ebraico.

Calleja de las Flores
Calleja de las Flores
Puente Romano

Il possente ponte di Cordoba che sovrasta il fiume Guadalquivir, venne costruito nel I secolo a.C. dai romani, da qui il nome Puente Romano. Secondo alcuni studi, questo ponte faceva parte della Via Augusta, la via romana che collegava Roma con la città di Cadice.

Al centro del ponte si trova una statua del patrono San Raffaele, molto venerato dalla popolazione di Cordoba. Secondo la tradizione infatti, nel duecento avrebbe liberato la città da una epidemia di peste.

Dal 2004 il ponte è pedonale e quindi attraversarlo è estremamente piacevole e permette di ammirare la splendida città di Cordoba da vari punti.

Cordoba
Puente romano
Cosa mangiare a Cordoba

Tra le viuzze di Cordoba si trovano moltissime tabernas autentiche che servono tapas e raciones per tutti i gusti. Da provare assolutamente il Salmorejo e il Rabo de toro. Il primo è una zuppa fredda a base di pomodoro, aglio, pezzi di pane duro, olio extravergine di oliva, aceto e sale, il tutto frullato con un frullatore ad immersione. Il secondo invece è una sorta di stufato.

Salmorejo
Salmorejo

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